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CULTURA E TURISMO

CULTURA E TURISMO

Storia

La presenza nel territorio di importanti insediamenti umani, è documentata dal monumento preistorico più caratteristico: Il famoso ''Elefante''; vegliato a vista da una sentinella ugualmente preistorica: il Nuraghe.

Attestano la presenza di Roma alcuni toponimi: ''Cala Augustina (diventata Baia Ostina), Frigiano, Lu Pobulu, Lu Romasinu, ecc.''.

Nell'era cristiana i primi abitatori del promontorio furono, probabilmente, gli eremiti Antoniani. Il primo nucleo abitato sulla vetta del promontorio si sarebbe formato, precisamente intorno all'aremo di San'Antonio Abate, che Castelsardo, ad immemorabili, onora come ''Titulari di Casteddu''. Quel primo centro abitato sul promontorio, divenne cittadina fortificata negli anni 1101-1102. La creò Genova, allora potente Repubblica Marinara, che ne affidò il compito alla più prestigiosa delle sue famiglie: i Doria.

Castel Genovese fu il suo nome delle origini, che purtroppo non dovrà risultare unico e definitivo. Divenne infatti Castello Aragonese, di fatto, dal 1448, quando cadde, l'ultimo baluardo della resistenza dei Sardi ai conquistatori Spagnoli. Cessato il dominio Spagnolo, prende infine il nome di Castelsardo.

Castel Genovese è ancora presente nella rocca. Essa conserva una struttura originale, rispetto a tutti i centri costieri della Sardegna. L'architettura maggiore di Castel Genovese era costituita dalla grandiosa ''cinta delle muraglie'', dal ''quartiere'' chiamato impropriamente Castello, dal ''palazzo di città'', dal ''palazzo di Nicolò'', Dalla chiesetta di Santa Maria''. L'architettura maggiore di quel primo periodo è arrivata sino al presente, in percentuale rilevante e in discreto stato di conservazione. Nella cinta muraria sono invece scompare le alte torri, che giganteggiavano sulla Rocca.

Castel Genovese fu antica libera Repubblica Comunale, in cui il Popolo era sovrano, aveva il suo codice di Leggi, passato nella storia del Diritto col nome di ''Statuti di Galeotto Doria''. Stupendo monumento e documento del Libero Comune è il suo motto programma: ''Pax et Bonum Rempublicam conservant''.

Figura eminente e dominate, nella storia di Castel Genovese, è la Castellana Eleonora D'Arborea. Essa visse in Castel Genovese, giovane sposa e madre, e da Castel Genovese partì, pe ritentare la sua grande avventura nella storia della Sardegna.

L'importanza strategica del Castello fortificato era anche superiore alla sua importanza politica. Era infatti considerata fortezza-imprendibile, e fortezza chiave per il dominio della Sardegna. Come piccola Genova era anche grande centro di traffici e di commerci. Nel periodo Aragonese fu ''Illustre y Magnifica Ciudad'', concervò la sua importanza strategica, acquistò grande importanza in campo ecclesiale. Divenne infatti Città Vescovile nell'anno 1503. Essa venne anche arricchita di opere di pittura maggiore che continuò a dare prestigio. Conserva infatti da secoli le tavole del Maestro di Castelsardo, che probabilmente facevano parte di un grandioso Polittico arrivato incompleto sino a noi a causa di vicende di cui non si conosce la storia. Delle quattro tavole, raffiguranti rispettivamente La Trinità, La Madonna, San Michele e quattro dei dodici Apostoli, la seconda è considerata il capolavoro del grande Maestro.

La Madonna di Castelsardo è certamente la più bella tra le Madonne espresse dalla storia della pittura in Sardegna. La stessa Cattedrale fu successivamente arrichita di altari, pulpito ed organo in legno scolpito policromato e dorato: tutti di grande interesse storico artistico; unitamente al coro ligneo, elegantemente strutturato ed ornato.

Il nome Castelsardo arrivò carico di speranze. Dei tre nomi storici, dati alla cittadina, era certamente il più bello, perchè esprimeva libertà e sardità. E le speranze non furono totalmente deluse, sino all'anno 1861, in cui, con provvedimento emanato da Vittorio Emanuele II Castelsardo veniva declassato dal rango di grande piazzaforte del regno. Castelsardo rinasce a vita nuova in virtù della sua gente, che riacquistando la memoria storica, cresce di dignità e nella consapevolezza, come nel luminoso passato, protagonista di storia.

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